mercoledì 4 maggio 2011

III memorial H. Diekmann: venerdì 6 maggio 21.30

Venerdì 6 maggio, alle 21.30 presso i locali del Circolo perugino in via Bach n5, avrà inizio il III Memorial H. Diekmann, un torneo con cui vogliamo ricordare la figura a noi così cara di Hanjo Diekmann, un amico che purtroppo ci ha prematuramente lasciato 3 anni fa.
Per chi non la avesse conosciuto mi piace ripubblicare le toccanti parole scritte dal CM F. Fulvi, suo caro amico, all'indomani della scomparsa di Hanjo:

Ricordo di Hanjo Diekmann
di Fulvio Fulvi
L’ho conosciuto nel lontano 1986 al 1° torneo nazionale organizzato dal Circolo perugino, a quel tempo un’unica entità, nei locali dell’ex-Hit Hotel: colpiva subito il suo stile di gioco forte e aggressivo e la sua comunicativa, uno spirito libero che osservava il  mondo con occhi acuti, con i suoi validi strumenti concettuali di antropologo di Francoforte (un’università d’importanza storica notevole per le scienze umane: Habermas, Marcuse, Adorno, che lui aveva incontrato). Mi raccontava Marco Perri che un giorno era a Marsciano nella sala di un bar dove c’era una scacchiera e si facevano delle partite, si presentò questo tedesco sconosciuto, si mise al tavolino dimostrando un gioco all’altezza del Maestro Perri; alla fine Hanjo si rivelò essere pure lui Maestro di scacchi e nacque la loro amicizia. Anch’io, incuriosito e interessato dalla conversazione, dai modi gentili, ma anche diretti, incisivi di questo non comune uomo, cominciai a frequentarlo, a stimarlo per la sua passione di antropologo: venni così a conoscenza delle ricerche che conduceva sulla sopravvivenza di antiche risorse economiche in Umbria, sui contrasti da questa regione vissuti tra le sue antiche, forti radici agricole, quasi medievali e le trasformazioni profonde che la rivoluzione industriale aveva portato con sé: Hanjo chiamava queste innovazioni il vento del Nord, la “tramontana” e  il passato antico, sempre latente nell’animo dell’umbro, e riaffiorante e condizionante la sua psiche e il suo modo di essere socievole (o poco socievole): il vento del Sud, lo “Scirocco”. Diekmann scrisse un libro con questo titolo: “Tramontana e Scirocco”, nel quale a noi umbri faceva intravedere sedimenti più profondi della nostra psicologia che riflettevano questa nostra storia  e il dramma del contrasto tra le antiche tradizioni e il nuovo, la modernità. Ma questo libro l’Università italiana non lo ha tradotto, forse anche perché vi erano raccontati fatti riguardanti persone e famiglie del nostro territorio: si trattava di alcune vicende poco chiare… Vere o false che fossero le ipotesi interpretative di questo antropologo tedesco. Hanjo parlava decisamente di “mafia”, qui, in Umbria e mi raccontava di segnali inquietanti, di più o meno palesi minacce che aveva ricevuto. Alla fine era ripartito rapidamente e il suo libro era stato pubblicato solo in Germania. Eppure era un libro davvero stimolante e illuminante: me ne traduceva dei brani e mi raccontava delle cose, degli accadimenti sorprendenti di un  passato non tanto lontano. Quante cose interessanti ha fatto Hanjo! Quante imprese e idee innovative per la vita sociale e quante delusioni per il modo in cui il potere politico, con arroganza, e la stessa Chiesa cattolica, a volte senza neanche una giustificazione qualsiasi, avevano calpestato oppure piegato ai propri fini le sue ricerche audaci e le sue proposte. E tutto ciò amareggiava molto il mio amico, lo feriva profondamente nella sua apertura al mondo, nella sua fiducia nella positività del vivere insieme, nel suo avvertimento dell’importanza della collaborazione. Mi viene in mente  una delle sue osservazioni penetranti: “ma tu tratti un amico come uno “schiavo” se lo spingi a fare delle cose come vorresti tu: lo strumentalizzi”  e mi diede da riflettere per la profondità del rispetto dell’esistenza degli altri e delle loro scelte. Forse proprio  in seguito alle sgradite vicende di lavoro, il fine intellettuale Hanjo aveva riscoperto il grande valore umano dell’amicizia. Ma a volte era caustico e per noi italiani troppo duro, in certe occasioni la sua battuta si venava di disprezzo, e ciò in questi ultimi tempi si era acuito. Indubbiamente quest’uomo ne ha passate tante, tra tragiche esperienze familiari e non adeguati riconoscimenti del valore del suo lavoro. Eppure quante cose ha dato al nostro Circolo, quanti stimoli e momenti belli di sano e sportivo agonismo senza l’atteggiamento negativo di voler vincere a tutti i costi, e quanti insegnamenti scacchistici: dalle simultanee che sempre gratuitamente lui faceva per noi, alla partecipazione al campionato italiano a squadre, alle proposte di scambi con la Germania, all’adesione alla vita del Circolo, sia pure lui lontano nella fredda Francoforte. Credo abbia molto amato l’Italia e l’Umbria anche se ne criticava la troppa passività. Ha chiesto espressamente di essere condotto qui dopo la morte e ciò ci onora. L’esperienza umana dell’amicizia con Hanjo Diekmann è stata per me  notevole e ancora più amara è la perdita di questa cara persona e la sua ingiusta e rapida fine; ma  ha voluto vcacchi. Ci mancherai, caro Hanjo.


Il torneo, che lo scorso anno ha visto il successo della 1N M. Mignone, si articolerà in 8 incontri da 30 minuti ciascuno che verranno disputati nei quattro venerdì di maggio. Per il bando completo vi rimando al sito http://www.perugiascacchi.it/ .

L.P.

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