giovedì 5 maggio 2011

C.I.S. 2011 ultimo atto: la cena.

Il conseguimento di ben due promozioni nel giro di una settimana, in serie C e in serie B, dopo diversi anni di delusioni e prestazioni non sempre all'altezza, meritava una degna conclusione: una cena con la consegna di una medaglia celebrativa ai protagonisti  è stata la ciliegina sulla torta di un'annata sportiva finora più che positiva per il nostro Circolo, iniziata a dicembre con la vittoria di A. Barbos nel campionato perugino ( e secondo posto per F. Fulvi) e proseguita con i successi di cui sopra.
La serata è trascorsa nel migliore dei modi grazie anche alla presenza di amici notoriamente "latitanti" dalla vita del Circolo per motivi familiari e di lavoro. Ho usato la parola amici non a caso; l'aspetto più bello e significativo di quest'esperienza è stato che l'atmosfera che si respirava giovedì sera era proprio quella di un gruppo di amici che si sono ritrovati in sieme per condividere un successo di tutti, di chi ha giocato ma anche di chi ha "solo" analizzato, dato consigli, sostenuto i propri compagni nei momenti difficili che pure non sono mancati.


foto di gruppo per i vincitori del campionato di serie C: 1N M. Mignone, 1N A. Balducci, CM A. Martelli e CM F. Fulvi



secondi classificati nel camp. regionale di Promozione: 1N F. Capossela, 1N A. Barbos, 2N S. Strinati, 1N S. Marcugini, 2N L. Pulcini (assente giustificato 1N D. Gubbiotti)

L'augurio ovviamente è quello di proseguire questa bella avventura a partire dal prossimo Torneo a squadre dell' Appennino che si disputerà come ogni anno a Gubbio nella prima metà di giugno; lo scorso anno siamo stati presenti con ben quattro squadre ed è stata forse quella la giornata in cui abbiamo iniziato a porre le basi per quanto di buono è stato fatto in questi mesi, scacchisticamente e ... umanamente.

Gubbio 2010


L.P.

mercoledì 4 maggio 2011

III memorial H. Diekmann: venerdì 6 maggio 21.30

Venerdì 6 maggio, alle 21.30 presso i locali del Circolo perugino in via Bach n5, avrà inizio il III Memorial H. Diekmann, un torneo con cui vogliamo ricordare la figura a noi così cara di Hanjo Diekmann, un amico che purtroppo ci ha prematuramente lasciato 3 anni fa.
Per chi non la avesse conosciuto mi piace ripubblicare le toccanti parole scritte dal CM F. Fulvi, suo caro amico, all'indomani della scomparsa di Hanjo:

Ricordo di Hanjo Diekmann
di Fulvio Fulvi
L’ho conosciuto nel lontano 1986 al 1° torneo nazionale organizzato dal Circolo perugino, a quel tempo un’unica entità, nei locali dell’ex-Hit Hotel: colpiva subito il suo stile di gioco forte e aggressivo e la sua comunicativa, uno spirito libero che osservava il  mondo con occhi acuti, con i suoi validi strumenti concettuali di antropologo di Francoforte (un’università d’importanza storica notevole per le scienze umane: Habermas, Marcuse, Adorno, che lui aveva incontrato). Mi raccontava Marco Perri che un giorno era a Marsciano nella sala di un bar dove c’era una scacchiera e si facevano delle partite, si presentò questo tedesco sconosciuto, si mise al tavolino dimostrando un gioco all’altezza del Maestro Perri; alla fine Hanjo si rivelò essere pure lui Maestro di scacchi e nacque la loro amicizia. Anch’io, incuriosito e interessato dalla conversazione, dai modi gentili, ma anche diretti, incisivi di questo non comune uomo, cominciai a frequentarlo, a stimarlo per la sua passione di antropologo: venni così a conoscenza delle ricerche che conduceva sulla sopravvivenza di antiche risorse economiche in Umbria, sui contrasti da questa regione vissuti tra le sue antiche, forti radici agricole, quasi medievali e le trasformazioni profonde che la rivoluzione industriale aveva portato con sé: Hanjo chiamava queste innovazioni il vento del Nord, la “tramontana” e  il passato antico, sempre latente nell’animo dell’umbro, e riaffiorante e condizionante la sua psiche e il suo modo di essere socievole (o poco socievole): il vento del Sud, lo “Scirocco”. Diekmann scrisse un libro con questo titolo: “Tramontana e Scirocco”, nel quale a noi umbri faceva intravedere sedimenti più profondi della nostra psicologia che riflettevano questa nostra storia  e il dramma del contrasto tra le antiche tradizioni e il nuovo, la modernità. Ma questo libro l’Università italiana non lo ha tradotto, forse anche perché vi erano raccontati fatti riguardanti persone e famiglie del nostro territorio: si trattava di alcune vicende poco chiare… Vere o false che fossero le ipotesi interpretative di questo antropologo tedesco. Hanjo parlava decisamente di “mafia”, qui, in Umbria e mi raccontava di segnali inquietanti, di più o meno palesi minacce che aveva ricevuto. Alla fine era ripartito rapidamente e il suo libro era stato pubblicato solo in Germania. Eppure era un libro davvero stimolante e illuminante: me ne traduceva dei brani e mi raccontava delle cose, degli accadimenti sorprendenti di un  passato non tanto lontano. Quante cose interessanti ha fatto Hanjo! Quante imprese e idee innovative per la vita sociale e quante delusioni per il modo in cui il potere politico, con arroganza, e la stessa Chiesa cattolica, a volte senza neanche una giustificazione qualsiasi, avevano calpestato oppure piegato ai propri fini le sue ricerche audaci e le sue proposte. E tutto ciò amareggiava molto il mio amico, lo feriva profondamente nella sua apertura al mondo, nella sua fiducia nella positività del vivere insieme, nel suo avvertimento dell’importanza della collaborazione. Mi viene in mente  una delle sue osservazioni penetranti: “ma tu tratti un amico come uno “schiavo” se lo spingi a fare delle cose come vorresti tu: lo strumentalizzi”  e mi diede da riflettere per la profondità del rispetto dell’esistenza degli altri e delle loro scelte. Forse proprio  in seguito alle sgradite vicende di lavoro, il fine intellettuale Hanjo aveva riscoperto il grande valore umano dell’amicizia. Ma a volte era caustico e per noi italiani troppo duro, in certe occasioni la sua battuta si venava di disprezzo, e ciò in questi ultimi tempi si era acuito. Indubbiamente quest’uomo ne ha passate tante, tra tragiche esperienze familiari e non adeguati riconoscimenti del valore del suo lavoro. Eppure quante cose ha dato al nostro Circolo, quanti stimoli e momenti belli di sano e sportivo agonismo senza l’atteggiamento negativo di voler vincere a tutti i costi, e quanti insegnamenti scacchistici: dalle simultanee che sempre gratuitamente lui faceva per noi, alla partecipazione al campionato italiano a squadre, alle proposte di scambi con la Germania, all’adesione alla vita del Circolo, sia pure lui lontano nella fredda Francoforte. Credo abbia molto amato l’Italia e l’Umbria anche se ne criticava la troppa passività. Ha chiesto espressamente di essere condotto qui dopo la morte e ciò ci onora. L’esperienza umana dell’amicizia con Hanjo Diekmann è stata per me  notevole e ancora più amara è la perdita di questa cara persona e la sua ingiusta e rapida fine; ma  ha voluto vcacchi. Ci mancherai, caro Hanjo.


Il torneo, che lo scorso anno ha visto il successo della 1N M. Mignone, si articolerà in 8 incontri da 30 minuti ciascuno che verranno disputati nei quattro venerdì di maggio. Per il bando completo vi rimando al sito http://www.perugiascacchi.it/ .

L.P.

martedì 3 maggio 2011

"Non si gioca a scacchi col buoncuore". Nicolas de Chamfort

Ecco come un pigro girovagare su You Tube può avere dei risvolti inaspettati e farti scoprire piccoli capolavori che danno un senso alla tua giornata...


lunedì 2 maggio 2011

Metti una domenica mattina al C.I.S. Master a Spoleto

Sapere che a poco più di mezz'ora di automobile da casa tua i migliori scacchisti italiani e diversi GM stranieri stanno disputando il campionato Master a squadre e non riuscire a farci neanche una capatina sarebbe stato un "delitto" imperdonabile.  Per questo motivo domenica mattina di buon' ora, uno sparuto drappello di volenterosi, dopo una rapida consultazione telefonica, ha deciso di mettersi in viaggio alla volta della città del Festival dei due mondi.
Lo scudetto era già stato assegnato alla Scavolini-Siviglia Pesaro con un turno d'anticipo, per cui immaginavamo che in diversi incontri le partite non sarebbero state molto combattute. Di certo però non credevamo di trovare al nostro arrivo a Spoleto alle 9.45 i giocatori della Libertas Nereto e di Padova già al bar a discorrere amabilmente, mentre in sala "i resti" di Marostica e della Milanese seguivano distrattamente le partite in corso.


Pesaro-Chieti: in seconda scacchiera Vocaturo e D'Amore autori dell'unica veloce patta del Match, mentre in prima si intravede un pensoso Macieja autore di una spettacolare vittoria su Sutovsky

Per quelli di noi poco abituati a tornei internazionali e nazionali di così alto livello l'impatto nella meravigliosa sala del Chiostro di San Nicolò è stato notevole. Nonostante ben due tavoli fossero vuoti per le patte di cui sopra (Milanese- Padova e Marostica-Nereto) l'atmosfera era tesa soprattutto lì dove ci si giocava la salvezza e tra le scacchiere del campionato femminile: Chieti e Vitinia si contendevano il titolo proprio all'ultimo turno.



Il nostro gruppetto era composto da: uno "scacchista in vacanza" più interessato al costume e all'ambiente che alle posizioni sulle scacchiera; uno "scacchista serio" che, una volta individuate due o tre partite interessanti le ha seguite nel loro evolversi; uno "scacchista serio ma stanco", che pur interessato a quello che accadeva sul campo ha avuto diversi momenti di cedimento che avremmo volentieri documentato se un arbitro eccessivamente severo non ce lo avesse impedito; uno "scacchista amante del gentil sesso", molto interessato alle evoluzioni delle signore e signorine scacchiste.


Particolarmente avvincenti gli scontri tra Montebelluna e Palermo, Vigevano e Latina e, piuttosto inaspettatamente, Pesaro e Fischer Chieti; i neo campioni d'Italia non hanno fatto sconti e tulle le partite, ad eccezione della Vocaturo-D'amore, sono state accese ed appassionanti; in particolare la Sutowsky-Macieja ha regalato emozioni a non finire, con il N che, pur con un pezzo in meno, riesce a vincere permettendo a Chieti di disputare e vincere gli spareggi rapid contro Modena.

Sutovsky,Emil - Macieja,Bartlomiej [B51] 43° Campionato Italiano a Squadre Serie Spoleto/Italy (7), 01.05.2011

1.e4 c5 2.Cf3 Cc6 3.Ab5 d6 4.0–0 Ad7 5.c3 Cf6 6.Te1 a6 7.Aa4 b5 8.Ac2 Ag4 9.a4 Tb8 10.axb5 axb5 11.d4 cxd4 12.cxd4 e5 13.Ae3 exd4 14.Axd4 Axf3 15.gxf3 Ae7 16.Cc3 0–0 17.Ab3 Cd7 18.f4 Cc5 19.Ad5 Cxd4 20.Dxd4 Ce6 21.Dd2 b4 22.Ce2 Af6 23.Ta6 Tb6 24.Tea1 Dc7 25.Ta7 Dc8 26.f5 Cc5 27.Cf4 Tb8 28.Ch5 Dd8 29.Rh1 b3 30.Tg1 Rh8 31.f3 Ae5 32.f4 Af6 33.Dg2 Cd3 34.Dg3 Db6 35.Cxf6 Cf2+ 36.Rg2 gxf6 37.Dxf2 Tg8+ 38.Rf1 Db5+ 39.Re1 Tgc8 40.De3 Tc2 41.Axf7 Txb2 42.Ah5 Db4+ 43.Rf1 Txh2 44.Ad1 b2 45.Dg3 Dc4+ 46.Re1 Te2+ 47.Axe2 b1D+ 48.Ad1 Dxd1+ 49.Rxd1 Tb1+ 50.Rd2 Tb2+ 0–1

Salve anche Bologna grazie ad un monumentale Ronchetti che, pur avendo messo da parte l'agonismo per motivi di studio, ha dimostrato di essere sempre all'altezza dei suoi più quotati coetanei Vocaturo, Brunello e D. Rombaldoni; Palermo grazie alle vittoria di Ferro in 13 mosse contro Xia Jie e di Contin su Genocchio; Latina che, pur avendo buone posizioni in tutte le scacchiere, una volta acquisita la matematica salvezza ha concordato 4 patte contro Vigevano; da segnalare il disappunto del giovane Caprio ( a cui consigliamo di mangiare un po' di più: peserà sui 20 chili), che avrebbe voluto continuare a giocare contro il MI Mantovani, e di R. Salvador, anche lui un po' perplesso ma ubbidiente agli ordini di scuderia.

Poche le analisi post-mortem; interessante e abbastanza comprensibile quella tra Caprio e Mantovani, e quella tra un amareggiato A. Stella sconfitto dal brillante A. Rombaldoni. Impressionanti le analisi (in inglese) di Shytaj e quelle (in spagnolo) di un complesso finale tra M. Marin e I. Salgado Lopez.

Purtroppo per noi il tempo è trascorso in fretta e la mattinata giungeva rapidamente al termine. Rimane il rammarico per essere dovuti partire prima della fine di tutti i match e per l'assenza di F. Caruana, prima scacchiera di Padova, oltre che sulla scacchiera assente anche in sala, probabilmente già in viaggio verso un altro torneo. Ah no! In realtà il rammarico più grande è stato quello di non aver potuto fotografare lo statino di Daniele Genocchio scritto in geroglifici incomprensibili.
Scherzi a parte quest' esperienza, fatta goliardicamente tra amici, ha accresciuto in noi la passione per gli scacchi e il desiderio di migliorarci per aumentare la comprensione di questo gioco meraviglioso.

GM M. Godena con uno "scacchista in vacanza"

L.P.